
Ho scritto questo testo per il Journal del sito web di Parallelozero, l’agenzia di comunicazione con cui collaboro da alcuni anni, come editor in chief. Perché credo che la comunicazione sostenibile non sia una moda pubblicitaria, ma appunto un modo di comunicare chiaramente gli impegni di sostenibilità che un’azienda (o comunque un’organizzazione) assume, e poi rispetta, riguardo a quella che possiamo definire transizione (ecologica, sociale, economica etc). Si tratta di una questione di credibilità, di onestà intellettuale, non di farsi semplicemente pubblicità con concetti alla moda (anche troppo, tipo resilienza). Insomma, le parole e i fatti contano, anche nel brand journalism.