Gli anni Ottanta non sono mai davvero finiti. Il decennio che gli storici ricorderanno soprattutto per la fine dell’Urss e della Guerra Fredda continua a occupare largo spazio nell’immaginario collettivo, soprattutto musicale e cinematografico, e a essere fonte d’ispirazione anche per chi allora magari non era ancora nato (lo dimostra, per esempio, il successo di “Stranger Things”). E vale anche per una serie di storiche rivalità che si trascinano fin da allora, come quella tra i fan dei Duran Duran e degli Spandau Ballet, di Prince e Michael Jackson, di Larry Bird e Magic Johnson, di Stallone e Schwarzenegger. Lo stesso dicasi per la disfida tra Commodore 64 e ZX Spectrum, cioè i primi due personal computer (anzi, “microcomputer”, come si chiamavano allora) davvero di massa, arrivati sul mercato a pochi mesi di distanza nel 1982. “Commodore 64 VS ZX Spectrum” si intitola appunto il libro di Jurij Gianluca Ricotti, musicista ed esperto di computer, con alle spalle già un volume sul mito del cartone animato giapponese Goldrake.
Computer semplici, essenziali, quelli creati da Jack Tramiel e Clive Sinclair, due padri della patria digitale oggi quasi dimenticati. Più costoso il Commodore (intorno alle 800-900mila lire dell’epoca, almeno all’inizio), più economico lo Spectrum (circa 500mila lire), entrambi si potevano attaccare al televisore di casa e il software girava su semplici audiocassette. Per fare cosa? Giocare, scrivere, contabilizzare, catalogare e creare programmi di ogni tipo. Un vasto mondo di riviste specializzate proponevano listati di software da copiare, anche perché all’epoca non c’era una specifica legge italiana sul copyright del software (arriverà solo a fine anni Novanta). Addirittura, per un periodo Rai Radio3 mandò in onda un programma settimanale durante il quale si potevano registrare vari programmi, coi loro suoni quasi spaziali, da far girare poi sulle macchine.
Il libro di Ricotti, costruito come un gioco dell’epoca (ci si sposta tra i vari capitoli tirando i dadi), ripercorre la storia e la fortuna dei due computer, fornisce molti dettagli tecnici, contiene interviste a esperti. Ma riserva anche spazio ai fan del retrogaming: perché il Commodore 64 e lo ZX Spectrum non sono mai spariti dalla scena, e oggi migliaia di persone continuano a giocarci e a usarli per programmare (anche musica a 8 bit), comprando online macchine vintage o emulando le prestazioni sui propri pc.
(Pubblicato il 26 gennaio 2024 sul Venerdì di Repubblica)
