No, non volevo porgervi gli auguri di buon anno, sia pure in ritardo. “Buon 2024” è il nome di una compilation (o antologia, o playlist…) di brani che mi piacciono, pubblicati come singoli o usciti in album nelle prime settimane di quest’anno. Pezzi di stile diverso, dall’elettronica al rap, dall’afrobeat alla musica mediorientale, dal punk a blues a … fate voi. La caratteristica principale, è di essere cantati, o suonati, in gran parte da donne.
Da alcuni anni faccio compilation di questo tipo, talvolta con la media di una volta al mese, “spacciandole” poi tra gli amici. Stavolta ho ripreso la vecchi abitudine di scrivere qualche riga per ogni pezzo.
Kimei / DJ Krush: DJ Krush è sulle scene da un bel po’, viene dall’hip hop e da tempo produce musica elettronica spesso minimalista. Da qualche parte ho un suo album acquistato a fine anni Novanta.
Canto Da Sereia / BNegão: Lui è un rapper brasileiro 50enne, che fa parte della band Planet Hemp. Nel 2023 ha partecipato a un album triplo collettivo dedicato al jazzista Sun Ra. La canzone s’intitola “Il canto della sirena”.
Quelque Part / Fefé & Luiza: Fefé non è un trapper napoletano, ma un rapper francese di famiglia nigeriana, ormai grandicello pure lui. Questa canzone parla di un mondo ideale, di quello che succederebbe se ci fosse davvero giustizia, diciamo, e di quello che invece succede davvero. Un’utopia, a modo suo.
Les Garçons / Lescop: Altro brano francese. Lui era il cantante degli Asyl, band di qualche successo fino all’inizio degli anni Novanta. “Ecco come finiscono i ragazzi / Quando un desiderio ardente o l’impulso di singhiozzare / li attanaglia violentemente e li distrugge / Un amore che consuma tutto, che disturba, che è crudele e bello”.
Suave Y Pegao / Daymé Arocena & Rafa Pabön: Lei è una giovane cantante cubana con diversi album già alle spalle, che passa dal jazz ai ritmi caraibici, lui è un cantante portoricano. Il risultato è un incrocio di stili.
Mood Swings / Little Simz: Giovane rapper britannica (giovane: ormai 30enne, vabbe’), viene dal quartiere di Islington. Fa parte del progetto Sault, un gruppo quasi misterioso che da un po’ di anni sforna album di black music (sintetizzo) molto belli.
Flaws / Les Amazones d’Afrique: Loro sono un supergruppo di musica africana, nato in Mali, di cui fanno parte artiste come Mamani Keita e Angélique Kidjo. Questo è il loro terzo album.
Cover Up The Bruises / Konkolo Orchestra: Ancora musica africana (direi joujou, dal ritmo) e anche jazz, pur se la KO è di base in Svizzera e canta spesso in inglese.
Uzi Kinrot / Les Dynamites: Si chiamano Roy Bar-Tour, Atzmon Avrahami e Adam Yodfat, vengono da Gerusalemme, si definiscono surf rock band, ma questo pezzo strumentale è piuttosto funky mediterraneo.
Going Out To The Ravers / Sigma: Band di drum’n’bass (come si può intuire dalla base musicale di questo pezzo), che esiste da diversi anni e ha vissuto fase alterne. Credo che il testo parli dell’essenza dei rave: “Riportaci nel luogo in cui ci sentiamo al sicuro / Un sorriso è sul mio viso / Gli estranei che abbracciamo / Mentre balliamo per allontanare il nostro dolore”.
Bubblegum Dog / MGMT: Ogni tanto finiscono nelle mie compilation, anche se non sono tra le mie band preferite, col loro pop-rock psichedelico.
Have Mercy / Talibah Safiya: Questo è indubitabilmente blues, come tutto l’album (“Black Magic”), anche se lei, che viene da Memphis – effettivamente terra del blues – ha esordito come cantante soul.
History / Drinking Boys and Girls Choir: Loro (DBGC la sigla) sono una skate band femminile di Daegu, in Corea del Sud. Mi ha colpito molto il loro modo di cantare. Il testo è in coreano.
Let Us Go / Mike LeDonne, Eric Alexander & Peter Bernstein: Anche qui, mi ha colpito il coro, che fa molto gospel, in un pezzo totalmente jazz (che però non c’entra nulla con quello precedente, sì, ok). Loro, guidati dal tastierista Mike LeDonne, sono i tre quarti del Groover Quartet.
Married By Elvis / Begonia: Cantautrice canadese (vero nome Alexa Dirks), cresciuta in una comunità mennonita (i mennoniti predicano un ritorno alle origini del cristianesimo). La canzone parla dell’assurdità dell’amore.
I Just Want To Wake Up With You / Helado Negro: Il “gelato nero” si chiama Roberto Carlos Lange, è un quarantenne figlio di migranti ecuadoregni ed è cresciuto in Florida. Ha diversi album alle spalle ma è diventato noto nel 2019.
Adored / Royel Otis: È un duo australiano di pop rock. La canzone suona bene, ha un bel ritmo.
Water / Tyla: Il concetto è: “Make me sweat, make me hotter / Make me lose my breath, make me water”. Canzone ipnotica, per me. Lei è una 22enne cantante sudafricana, che con questo pezzo ha vinto un Grammy.
Britpop / A.G.Cook: A livello di ipnosi, qui andiamo forte. Forse è techno, la definizione ufficiale (?) è hyperpop, stile caratterizzato da “esuberanza melodica e tecniche di produzione in stile cartone animato”. Lui è britannico, figlio di noti architetti. Ha cominciato da ragazzino a suonare con l’app “Garage Band”.
Grab Yo Skates / Babytron: Qui entriamo nel mini-capitolo “pezzi divertenti”. Questo è electropop, più che hip hop. Lui è un giovane rapper Usa, membro degli ShittyBoyz, nome che è tutto un programma.
What Yo Name Is / Famous Sally & YB: Secondo pezzo divertente. Tradurrei il titolo in “Come T’antitoli?” (per i non romani: “Come te chiami????”). Loro sono delle vere coatte statunitensi, diventate molto famose su TikTok.
Flowers / Sy Smith: Pezzo con un suono antico. Mi ricorda Erikah Badu che ricrea atmosfere anni Settanta. Sy Smith, quand’era giovane, ha cantato come corista con Usher, Me’Shell NdegeOcello e Whitney Houston.
Gambler’s Prayer / Caroline Polachek: Nel 2022 l’avevo già inserita in un’altra playlist. È una cantautrice Usa, con quattro album indie pop alle spalle.
Cora / Ana Tijoux: È a volte indicata come la più famosa rapper cilena. Canta in spagnolo, ma in realtà ha la doppia cittadinanza ed è cresciuta in Francia, dove i suoi genitori si sono rifugiati dopo il golpe contro Allende. L’ho scoperta anni fa leggendo un ritratto su “Internazionale”. Da tempo non pubblicava album. Adesso è uscito questo “Vida”, a 10 anni dall’ultimo. Dentro questo pezzo c’è un po’ di reggaeton.
Eye Land / Frances Chang: Lei è una cantautrice newyorkese. Il suo pezzo ha atmosfere tra il punk e il prog. L’album s’intitola “Ansia Psichedelica”. Un disco che, leggo su una recensione, è “come il lento viaggio verso la guarigione di un cuore spezzato, è caotico, disordinato e violento. È serpeggiante e poco ortodosso, un’incursione auditiva sperimentale e lo-fi, nelle profondità della psiche di Chang, che cerca di dare un senso alla sua vita e al suo mondo dopo la turbolenta rottura di una relazione”.
E con questo, vi saluto.
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