Che c’entra il riscaldamento globale con l’Inps?

Il riscaldamento globale e la sostenibilità del sistema pensionistico riguardano entrambi il futuro, un futuro più o meno prossimo, ma i loro effetti si manifestano già nel presente, sia pure ovviamente in modo diverso.

Le forze politiche passano per il momento il tempo a rimpallarsi la responsabilità della mancata pulizia degli argini o dei ritardi nei risarcimenti in Emilia-Romagna o in altre Regioni a ogni evento meteorologico estremo (eventi sempre più frequenti), e sembrano non capire che c’è una questione più complessiva, e cioè che il modo in cui si è sviluppato per decenni, per secoli, un territorio, oggi fragile, non è più adatto alla nuova situazione.

Parallelamente, le forze politiche sembrano non capire che non servono misure tampone, ma occorre pensare a un altro tipo di welfare, visto che per ragioni legate all’aumento della durata della vita aumenta progressivamente anche il numero dei pensionati mentre diminuisce quello dei lavoratori (i cui livelli di retribuzione attuali limiteranno anche le prestazioni pensionistiche).

Quello che manca, dunque, sembra essere la consapevolezza che si tratta di problemi di un futuro sempre più prossimo, e che per affrontarli e provare a superarli serve un ventaglio di possibili soluzioni che impegnino sia la maggioranza che l’opposizione, non risposte temporanee buone al massimo per le prossime elezioni.

[Ciò detto, l’umanità è vissuta per grandissima parte della sua storia senza sistema pensionistico (e una gran parte è nella stessa situazione anche ora) e anche trascorrendo le giornate all’addiaccio, sotto le stelle, raccogliendo bacche e cacciando bestie, alla mercé dei fenomeni atmosferici]

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