Un articolo che ho scritto per Il Venerdì di Repubblica.
Per il Giubileo sono attesi a Roma e 30-40 milioni di pellegrini, gran parte dei quali si riverseranno ovviamente anche in Vaticano. Il comitato di esperti voluto da Papa Francesco, coordinato da Walter Ganapini (chimico di formazione, considerato il più importante esperto italiano del ciclo dei rifiuti) ha studiato negli ultimi due anni l’impronta ecologica del complesso costituito dalla basilica di San Pietro, da Casa Santa Marta (che ospita i prelati che risiedono o stazionano nella Città del Vaticano), dal Palazzo della Canonica e dallo Studio del Mosaico (che occupano in tutto poche migliaia di metri quadrati, in realtà) e come ridurre l’impatto del Giubileo.
Al progetto, che verrà realizzato concretamente dalla fabbrica di San Pietro (cioè l’organismo che si occupa della conservazione e della fruizione della Basilica Vaticana e degli altri edifici del complesso) hanno collaborato, tra gli altri, Enea, Politecnico di Milano, la facoltà di Chimica dell’Università di Bari, Georgetown University.
Il progetto prevede prima di tutto il monitoraggio costante dell’aria indoor, cioè degli edifici, per verificare le concentrazioni delle polveri sottili pm 2,5 e pm 10, (ritenute responsabili di varie patologie, tra cui alcuni tumori, e che agevolano il trasporto di virus, come Covid). I dati saranno disponibili in tempo reale su l’app del Vaticano per i pellegrini, così come le informazioni sulle emissioni di gas a effetto serra prodotte.
L’energia utilizzata nell’area proverrà solo da fonti rinnovabili. Sarà anche istituita una “comunità energetica rinnovabile” (CER: un gruppo di persone, aziende o enti locali che producono, consumano, condividono e gestiscono energia rinnovabile in modo collaborativo e locale, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale) su terreni vaticano, ovviamente fuori dalla Città.
In tutti gli appartamenti di Palazzo della Canonica verranno eliminati i vecchi impianti di riscaldamento e refrigerazione e installate invece delle pompe di calore, abbattendo le emissioni di CO2.
Sono previsti anche interventi di “economia circolare”. I volontari distribuiranno ai pellegrini sprovvisti di abiti adeguati una sorta di “coprispalle” realizzati con lenzuola e tessuti ospedalieri (forniti da Policlinico Gemelli e altri) cuciti da cooperative che comprendono anche detenuti ed ex detenuti. I tessuti verranno poi recuperati e riciclati.
I cibi venduti nell’area del Vaticano saranno contenuti in contenitori di materiale biodegradabile, così come sarà biodegradabile il packaging dei vari gadget religiosi in vendita (spille, magneti, statuine, oggetti ricordo etc).
Verrà adottato un sistema di raccolta differenziata per tutti i tipi di rifiuti e installate macchinette mangia-plastica. Il materiale organico raccolto verrà riciclato come fertilizzante per i giardini Vaticani.
Un progetto per la salvaguardia della biodiversità si occuperà di tutelare i volatili nell’area (gabbiani e piccioni) impedendo al tempo stesso che disturbino i pellegrini. Sono previste anche misure di tutela per le api.
