Un articolo scritto per Il Venerdì di Repubblica
In Molise è scoppiata una guerra dell’acqua quasi kafkiana, in cui il cambiamento climatico e la burocrazia sembrano fare comunella. Una regione fino a poco tempo fa ricca di risorse idriche, si ritrova infatti a fare i conti con la siccità fortissima che da mesi colpisce gran parte del Sud Italia, ma anche con un sistema di tubature a pezzi e con una serie di polemiche politiche che stanno intorbidendo le acque. L’acquedotto che rifornisce Campobasso e i suoi 47.000 abitanti è passato da 3.000 litri al secondo a circa 1.400, e da quasi due mesi la città si vede chiudere i rubinetti tutte le notti, dalle 23 alle 5. Giorni fa, poi, a causa di un ritardo dell’operatore che – manualmente – deve aprire un serbatoio, l’acqua è tornata solo dopo le 7 di mattina. Dopo questo episodio, la sindaca di centrosinistra, Maria Luisa Forte, ha annunciato una diffida all’agenzia regionale Molise Acque e alla società (pubblica) di gestione idrica, la GRIM. “È vero, c’è la siccità. Ma ci sono anche problemi di cattiva gestione tra queste due società, c’è una situazione debitoria e noi ne paghiamo le spese restando senz’acqua la notte, anche nel fine settimana”, ha detto la sindaca al Venerdì. “Non abbiamo dati certi sulla reale disponibilità dell’acqua. E poi perché nei Comuni limitrofi a Campobasso l’acqua non viene razionata?”. Stefano Sabatini, presidente di Molise Acque, nominato dal centrodestra che governa in regione, dice che il suo ente aveva lanciato l’allarme-siccità già a marzo 2024. E che pesa la questione della rete idrica del capoluogo, dipinta come un colabrodo: dai buchi nei tubi va perso il 66% dell’acqua, contro il 53,9% della regione e il 42,4% dell’Italia. Il debito che GRIM deve a Molise Acque, e che serve a sua volta a pagare una bolletta energetica piuttosto salata? Quello c’è, spiega il presidente Massimo Saluppo, e ammonta a circa 13 milioni di euro. Somma che la società conta di ripagare con la riscossione delle utenze. Ma la GRIM, ufficialmente gestore unico regionale dal primo luglio 2022, al momento gestisce realmente l’acqua solo di 13 Comuni sui 136 molisani, tra cui appunto Campobasso. Quindi, quando Molise Acque ha ordinato di interrompere l’erogazione di notte per risparmiare acqua, la società ha provveduto subito, mentre molti altri Comuni, che hanno ancora le “chiavi” dei propri serbatoi, no. Per costringerli servirebbe la dichiarazione di emergenza idrica, dice Saluppo. Nel frattempo, però, il Molise continua a rifornire d’acqua, con poche riduzioni di flusso, Comuni della Campania come Benevento, e i media locali continuano ad alimentare le polemiche sui debiti.
