Svuota la vetrina, ovvero la resistenza pro-lettura

Ho scritto quest’articolo nei mesi scorsi per Il Venerdì di Repubblica. Nel frattempo, le vetrine svuotate sono diventate 34…

Almeno sei vetrine di librerie svuotate in un mese dal nord al sud, ma non è opera dei soliti ignoti: ad acquistare i libri esposti, infatti, sono stati dei lettori, da soli o in gruppo, che poi hanno rivendicato le loro azioni su Instagram, sperando di essere emulati. E ora, la promotrice di “Svuota la vetrina”, che è già diventato un piccolo movimento di opinione, lancia un appello alle aziende: “Ora tocca a voi: fate doni alle città, ai vostri dipendenti, alle associazioni. Anche questa è responsabilità sociale d’impresa”. A parlare è Daniela Nicolò, 57 anni, editor milanese di testi scolastici e universitari milanese. Dopo che un anonimo ma facoltoso acquirente ad agosto ha comprato i libri esposti in vetrina alla Hoepli a Milano – circa 10.000 euro per oltre 200 volumi – lei ha fatto lo stesso in una piccola libreria, “I Baffi” (ma per la modica somma di 260 euro), poi ha rilanciato l’iniziativa sui social. E in poche settimane altri l’hanno seguita, tra Milano, Cantù, Osimo e Pomigliano D’Arco, dove gruppi di lettori si sono accordati per comprare i volumi, pubblicando l’elenco dei titoli e in alcuni casi donandoli ad altri: nel caso della libreria Alaska, per esempio, a un asilo. Su Instagram in molti plaudono all’iniziativa, qualche libreria chiede aiuto, qualche lettore invece contesta perché, dice, “i libri non vanno scelti a caso”.

“Mi sento investita di una responsabilità che non avevo cercato, ma queste azioni non sono né flash mob né una moda. Il mio intento è quello di far crescere la lettura, in generale: vado nelle librerie indipendenti, ma non ho mai disdegnato le catene e le grandi librerie”, dice la donna. “Mi stanno contattando in molti: ai lettori dico di organizzarsi in gruppi, alle librerie di offrire almeno un bicchiere ai clienti che svuotano le vetrine”. E invoca anche quello che un tempo si chiamava mecenatismo: “So che c’è una fondazione privata interessata a finanziare uno ‘svuota la vetrina’: spero che si facciano avanti le imprese, perché leggere è importante, per tutti. Penso alla Hoepli, la libreria da cui è iniziato tutto questo: fu proprio l’editore Ulrico Hoepli a donare alla città di Milano il suo planetario. Ecco, abbiamo sempre bisogno di iniziative del genere”.

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