Che c’entra il pediatra col teatro?

Ho scritto questo articolo nei mesi scorsi per Il Venerdì di Repubblica.

In Emilia-Romagna sempre più pediatri prescrivono ai bambini una medicina che sembra avere un effetto positivo, stando ai primi studi: il teatro. La “cura”, iniziata all’epoca del Covid, è giunta al quarto anno di sperimentazione e oggi coinvolge oltre 260 pediatri e una quarantina di centri per le famiglie che somministrano, al modico prezzo di 3 euro al biglietto, lo “Sciroppo di Teatro”. ​​Si chiama così infatti il progetto di Ater Fondazione – l’organizzazione pubblica che promuove e diffonde la cultura dello spettacolo nella regione – che propone il teatro per famiglie come strumento di welfare culturale e coesione sociale, rivolto a bambini dai 3 agli 11 anni. L’anno scorso sono andati in scena 73 spettacoli teatrali, per un totale di 15.400 spettatori raggiunti. Quest’anno, da gennaio ad aprile, gli appuntamenti saranno 80, presentati in 28 teatri di altrettanti Comuni. L’idea che la cultura sia un elemento fondamentale per la salute e il benessere delle persone si deve a Silvano Antonelli, da 50 anni una colonna del teatro per bambini. E fa bene anche all’inclusione sociale, sottolinea Alessandro Volta, direttore della pediatria della provincia di Reggio Emilia e autore del bugiardino che spiega le caratteristiche dello “Sciroppo”: “Il nostro obiettivo è quello di mandare a teatro famiglie e bimbi che non ci andrebbero spontaneamente. Non soltanto quelli di origine straniera, ma anche gente che crede che si tratti solo di svago, e che quindi non sia importante. Invece, spieghiamo, fa bene bene ai bambini, c’è uno stimolo cognitivo ed emotivo, fa sognare e aiuta anche la relazione coi genitori”.

Non è la prima volta che l’Emilia-Romagna è all’avanguardia nel legare cultura e salute, ricorda Natalino Mingrone, presidente di Ater: “Da oltre 20 anni, per esempio, c’è un progetto che coniuga salute mentale e teatro, con visibili vantaggi per le persone coinvolte”. Mentre gli stessi pediatri, da anni, sostengono il progetto “Nati per leggere”, che offre gratuitamente alle famiglie con bambini fino a 6 anni di età attività di lettura per favorire lo sviluppo cognitivo dei piccoli. E oggi, dopo che l’Istituto Superiore di Sanità ha dedicato un report allo “Sciroppo di Teatro” e ai suoi primi e promettenti risultati, diverse regioni hanno chiesto informazioni sul progetto, con l’intenzione di replicarlo anche da loro.

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