La “community” del Manifesto sbarca a Ostia

Giovedì 13 febbraio il “tour” per la presentazione del libro sul Manifesto, “Il Giornale-Partito”, è sbarcato a Ostia. Una tappa più affettiva, per me, visto che è il mio ex quartiere – e finora il posto dove ho abitato di più in vita mia – ma anche piuttosto diversa dalla prima presentazione, quella della Feltrinelli, dove ha prevalso la rievocazione.

A discutere con me a Ostia c’erano due “nuove leve” del giornale, Andrea Capocci, un amico, che sul Manifesto si occupa di scienze – sta facendo un lavoro intensissimo d’informazione corretta sul Coronavirus, in questo periodo – e Giansandro Merli, che viene dall’esperienza più militante di Dinamo Press e del centro sociale ESC.

Quindi, stavolta, più che parlare del Manifesto com’era, abbiamo parlato del giornale che c’è e di quello che vorrebbero i lettori e simpatizzanti: perché nel pubblico, composto soprattutto da decine di amici, compagni e conoscenti, ce n’erano diversi (tanto che siamo rimasti già d’accordo di organizzare una cena a sottoscrizione per sostenere il quotidiano).

Direi che dalla discussione è uscita quella che per me era già una certezza: in una fase di sempre maggiore difficoltà dei media, il manifesto ha le caratteristiche giuste per farcela: ha sempre dovuto lottare per sopravvivere, e quindi ha sempre limitato l’uso delle risorse, e ha creato una propria “community” di lettori, sostenitori e simpatizzanti, anche giovani. Si tratta di un modello di business che oggi andrebbe strutturato maggiormente, magari, per funzionare meglio. Perché il giornale oggi rappresenta (e può farlo meglio e di più) una sorta di “sensibilità” di sinistra, ecologista, femminista, interessata alla cultura e alla salute, al lavoro, che è più ampia e più articolata delle ragioni di un partito.

Dovrei fare una lunga lista di ringraziamenti, anche per aver acquistato il libro e aver voluto una mia dedica (devo dire che ho parecchia strada da fare, come autore che firma…). Ma in questo caso mi limiterò a ringraziare in particolare Edoardo per avermi dato una mano a organizzare la cosa con la crew del Teatro del Lido (che è uno spazio pubblico molto attivo) e a Laura, per il sostegno e anche per avermi messo in contatto con Paolo, un libraio che fa il suo lavoro con passione e cura.

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