Dischibelli

Da un po’ non scrivevo di musica. Non che non stia ascoltando cose, solo che non avevo il mood giusto, probabilmente. 

E poi, ero più concentrato su Sanremo (pochi nomi: Elodie su tutti, ma alla fine non mi è dispiaciuto il pezzo di Diodato, ho apprezzato i Pinguini, anche se mi ricordano parecchio lo Stato Sociale).

Molte delle cose di cui scrivo a seguire le ho ascoltate su Radio Nova, l’emittente francese che è il mio punto di riferimento.

QUI IL LINK ALLA PLAYLIST SU SPOTIFY

Cominciamo da Snips, che è un dj britannico ora di base a New York. The Product, con la voce di William Stowe – che non è un rapper ma uno spoken word artist -, è il suo pezzo di punta (è uscito un EP con quattro diverse versioni). Il testo parla di Hackney, uno dei quartieri della Inner London.  Ritmo molto sostenuto, da ballare, da mettere alle feste (se non avessi ormai amici vecchi e paralitici).

Animali è invece il nome di una band francese originaria di Lione, che canta in inglese, piuttosto pop rock. Il pezzo più gettonato si chiama Genetic Bomb, ma ho ascoltato anche la loro Able Archer e non è male. Genetic Bomb, se ho capito bene, parla dell’eredità culturale che ci tramandiamo, che però, a leggere il testo, sembra più una maledizione che altro.

David Walters è un musicista antillese ma cresciuto a Parigi. Su piazza dagli anni Novanta, ha realizzato un album intitolato Soleil Krèyol, un po’ world un po’ coatto, con diversi ospiti (tra loro, il più noto è Seun Kuti). La canzone che mi piace di più, per il ritmo, è Kryé Mwen.

Deal Wiv It è un pezzo decisamente post-punk di un giovane dj britannico (1996) che si fa chiamare Mura Masa (in omaggio al più famoso costruttore giapponese di spade, forse, o a un gioco elettronico: chi lo sa), di cui è uscito un album piuttosto composito nelle scorse settimane, R.Y.C., che è famoso soprattutto per il brano Love$ick. Musicalmente, lo collego un po’ al suo coetaneo Rat Boy (di cui è appena uscito l’EP Government Vacation, con dentro Victim Of A System) e anche un po’ al più punk Jamie T (di cui ho un bell’album del 2016, Trick).

Poi, però, c’è altro. Anche se non lo ascolto, spesso, mi piace Seu Jorge. E mi piace l’album che ha fatto con Roge, un musicista brasiliano meno noto (c’è un bel pezzo del New York Times che parla di loro due, qui). Il disco si chiama Night Dreamer Direct To-Disc Sessions, ed è tutto voci e chitarre, molto bello. La traccia di punta è probabilmente Pra Voce Amigo, che è una canzone sull’amicizia dal testo non così originale, ma che suona benissimo.

Per capire quanto tempo è passato, anche per me, ascoltare l’ultimo disco di Sergio Caputo è utile. S’intitola Sergio Caputo En France, ed è sostanzialmente un’antologia delle sue principali canzoni adattate in francese. All’epoca in cui Caputo appariva, nell’83, non avevo idea che un giorno avrei avuto una fidanzata francese e che ci avrei fatto anche tre figli. E che avrei ascoltato Caputo in francese, un giorno, da solo in macchina. Ai francesi potrebbe piacere, anche parecchio, con quella vena jazz-swing che è stato sempre il suo biglietto da visita. Qui c’è Un samedi Italien.

Infine, il ritorno dell’electro è sempre più evidente. Ultimamente sto ascoltando un paio di album assolutamente retrò. Uno è We Are The Mod!, dei London Modular, che prima si chiamavano London Modular Alliance, un terzetto londinese che usa solo sintetizzatori, e che sembra uscito da metà anni Ottanta (vi ricordate pezzi come 19, di Paul Hardcastle? O anche brani dei New Order all’epoca, puro electro, o le cose più tardive dei Kraftwerk). Qui c’è Concerning Irregular Figures. L’altro è Are Friends Electric? dei Model Citizens, un duo britannico che ha realizzato anche un pezzo con Egyptian Lover, un leggendario produttore e dj californiano. Se vi piace l’electro, insomma, sono due gruppi da sentire. Questa è la title track dell’album.

Dall’electro al pop elettronico. Il disco di Georgia (no, non Giorgia), Seeking Thrills, è fico davvero, e c’è l’imbarazzo della scelta tra le tracce (Questa è Started Out). Lei non è più una ragazzina, ha già un disco alle spalle, ed è figlia d’arte: il padre è Neil Barnes, uno dei Leftfield (se non sapete che roba è, guardate nella colonna sonora di Trainspotting). Di lei i è parlato recentemente anche perché ha deciso di abbandonare l’alcool – senza rinunciare al dancefloor – e di diventare vegana. La sua musica può unire generazioni, proprio perché è un’elettronica gioiosa e ballabile. A me, ricorda un po’ certi suoni di M.I.A., ma è molto meno politica e incazzata.

Un pensiero riguardo “Dischibelli

  1. Alberto Piccioni 26 febbraio 2020 — 17:54

    Molto carino. quando ce la fai na nuova chiavetta co la musica bella che sennò resto indietro coi tempi? Anche link a qualche cloud tuo dove me la scarico aggratisse?

    Il giorno mer 26 feb 2020 alle ore 14:40 il sub ha scritto:

    > mdg posted: ” Da un po’ non scrivevo di musica. Non che non stia > ascoltando cose, solo che non avevo il mood giusto, probabilmente. E poi, > ero più concentrato su Sanremo (pochi nomi: Elodie su tutti, ma alla fine > non mi è dispiaciuto il pezzo di Diodato, ” >

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