LIBERITUTTI

Se fosse servita un’ulteriore conferma che la musica in streaming è una grande invenzione – a prescindere da come poi venga commercializzata e sfruttata –  la crisi di queste settimane l’ha data. La musica, anche a distanza, è un bel contributo alla salute mentale, almeno la mia.

Negli anni passati – ho cominciato più di 15 anni fa – ho masterizzato cd per gli amici, poi sono passato alle pen drive, qualche volta ho usato We Transfer: questa volta la compilation è disponibile solo su Spotify (o Apple Music, per chi lo ha). La può ascoltare anche chi non ha un abbonamento, con due restrizioni: c’è pubblicità, ogni tanto – come alla radio, in fondo – e ogni volta che interrompete l’ascolto dovete poi ricominciare dal primo brano. Anche per questo, ho diviso la compi in due parti. Così è un po’ più facile.

Qui dentro trovate 35 brani, usciti nel 2020 e alla fine del 2019 (un paio sono un po’ più vecchi, in realtà, ma sono usciti in versione remix con nuovi album). Ci sono stili diversi, anche molto diversi: rap, electro, jazz, punk, elettronica, klezmer, ska etc. Non c’è musica italiana, per la semplice ragione che di solito ne ascolto poca.

Buona lettura e buon ascolto.

Ho anche indicato il link dei vari pezzi su YouTube, se volete.

Spotify funziona sia sul pc che sullo smartphone. Potete scaricarlo e iscrivervi gratuitamente.

Link Apple Music (tutta la compilation LIBERI TUTTI): https://music.apple.com/it/playlist/liberi-tutti/pl.u-KZl3CZeyjM1

Liberi Tutti #1 

Spotify:

Good Morning, Tokyo Ska Paradise Orchestra featuring Aiko

I Tokyo Ska Paradise sono un’orchestra giapponese ska-rock che esiste da più di 30 anni, assolutamente trascinante. Io li ho scoperti per casi qualche anno fa. Sono una decina – la formazione è cambiata nel tempo – cantano in giapponese, talvolta in inglese. Questo brano è un inedito inserito in un album di successi uscito da pochi giorni, e la voce è quella di Aiko, una stella del J-Pop. L’attacco del pezzo è del resto piuttosto pop, ma aspettate il seguito…

Rock Bottom Rock, Halloweens

Ha un sapore assolutamente retrò, questo pezzo, e anche il resto dell’album. Loro sono due componenti di una band britannica di qualche fortuna, The Vaccines, che però ha un sound piuttosto rock.

Barcellonnette, Deluxe

I Deluxe sono una band francese (anche se cantano quasi sempre in inglese), di Aix-en-Provence. Li avevo scoperti per il loro album precedente “Stachelight”. Fanno un misto di groove, funk, soul e sono diventati famosi anche grazie a un altro gruppo del Midi francese, Chinese Man, che è un bel collettivo hip hip. Ma hanno collaborato con gli IAM, uno storico gruppo rap francese (nb: la Francia era qualche anno fa, adesso non so, il secondo mercato mondiale per il rap, dopo gli Usa) e con M. Il disco nuovo è pieno di tracce fresche e ballabili. Barcelonnette è un villaggio della provenza che un tempo apparteneva ai Savoia, ma il testo di questa canzone mi pare un nonsense.

Mala Vida, Amparo Sanchéz

La canzone probabilmente la conoscete, la cantavano i Manonegra di Manu Chao, alla fine degli anni Ottanta. La spagnola Amparo Sanchéz, che anni fa era la leader della band Amparanoia e dedicava un album agli zapatisti (“Somos Viento”), fa parte di quel vasto gruppo di artisti che hanno collaborato con Chao – due casi tra i tanti: Noir Desir e Amadou & Mariam – e in qualche caso hanno avuto successo anche grazie a lui. Questa versione di Mala Vida è molto diversa dall’originale, senza quei fiati e quella batteria punk. Ma forse esalta di più il testo, una storia di malamore.

Where We’re Going, Gerry Cinammon

Non conoscevo Gerry Cinnamon, un cantautore scozzese che è nato l’anno in cui scoprivo il primo disco degli Smiths (porca troia, a pensarci: quanto tempo). Ho sentito qualche canzone e non mi fa impazzire. Ma questa traccia, anche se somiglia a diverse altre cose, mi piace. Il testo, ha detto lui in un’intervista, racconta di un posto di merda e dell’impressione di non poterne scappare.

Un Samedi Italien, Sergio Caputo

Questa canzone ha quasi 40 anni. All’epoca (1983) Caputo era un giovane pubblicitario con la passione per la musica e aveva trovato il successo col revival dello swing. Adesso è un giovane anziano, con la barba da hipster, che vive in Francia con moglie e figli, e suona soprattutto jazz. La sua pronuncia francese fa sghignazzare i miei figli, ma… J’adore.

Geheim In De Pijp, Amsterdam Klezmer Band

Il primo concerto di musica klezmer che ho visto risale a una ventina d’anni fa, a Bruxelles. Ma è da pochi anni che mi sono appassionato al genere. Gli AKB suonano una sorta di klezmer-jazz, ma non disdegnano i remix dance. Questo pezzo, per esempio, mescola hip hop (in olandese) e klezmer. Ovviamente non ho idea di che dica.

Who’s Gonna Break The News, James Taylor Quartet featuring Natalie Williams

No, non è quel James Taylor, ma un suo omonimo britannico e il suo gruppo, che da più di trent’anni suonano acid jazz e funk (magari ricordate tra le altre cose una loro versione della sigla di Starsky & Hutch). Dopo il successo degli anni Novanta hanno continuato a incidere dischi e colonne sonore. Questo è un omaggio al loro sound retrò, che mi è sempre piaciuto un sacco.

Closer, Las Kellies

Un duo femminile argentino che ho scoperto per caso. Questo pezzo non è particolarmente originale, ha un testo praticamente inesistente (“If you wanna get closer come on”), è sostanzialmente basso e batteria, ma prende un sacco

Fatboy Slim, The Snuts

Una band britannica giovane ed emergente che fa un tributo a Quentin Lee Cook, cioè Fatboy Slim (uno dei miei beniamini), usando anche suoi ritmi. Pezzo trascinante, da canticchiare, rock ed elettronico..

Lost In Yesterday, Tame Impala

Ho una conoscenza epidermica dei Tame Impala, una band australiana che, leggo, si definisce come “rock band hypno groove dal continuo fluire psichedelico che enfatizza una melodia onirica”. Questo pezzo l’ho sentito parecchie volte, e penso sia il più bello dell’album.

Genetic Bomb, Animali

Cantano in inglese, hanno un nome italiano ma sono francesi. Il pezzo, dal testo un po’ oscuro, parla dell’eredità culturale e non solo che ognuno di noi rappresenta e porta con sé. 

Piscies Crisies, Cold Meat

Questo è punk, proprio punk (però se non vi piace tranquilli, è un brano brevissimo). La differenza è che oggi, rispetto a fine anni Settanta inizio Ottanta, ci sono un sacco di gruppi punk femminili o con donne che cantano. Le Cold Meat vengono da Perth, Australia (la città più isolata del mondo, se non ricordo male).

Deal Wiv It, Mura Masa

Questo pezzo spacca. Non so se lo slang giovanile ormai ha già superato il termine “spacca” (dalla regia mi dicono che ora si dice “je sta ‘n botto”), però credo che il senso sia chiaro. Mura Masa è un giovanotto di Guernsey, un’isola nel Canale della Manica. Lo pseudo viene da un giapponese maestro nel forgiare spade da samurai. L’album è pieno di bei pezzi. Questo, se ho capito bene il senso, è la risposta rivolta agli amici di un tempo che ti dicono “sei cambiato”: facci pace.

Victim Of A System, Rat Boy

Il primo album di Rat Boy (un ragazzetto britannico di nome Jordan Cardy) era notevole, un mix di hip hop e garage. Questo EP non delude le aspettative, almeno le mie. Anche se sono uno della Generazione X, o forse proprio perché sono nato nel 1965, posso capire e fare mie queste strofe: “Sometimes I feel I’m from the wrong generation / As I ride my board round this brain dead nation”.

LIBERI TUTTI #2 

Spotify:

https://open.spotify.com/album/7m7FikbsuPL6zAOAUamGD7?si=OTDvPISnRtmUqiBAiz6w6w

Through Water, Låpsey

Låpsey per me è una scoperta recentissima. Ho già ascoltato diverse volte questo pezzo, e anche il resto dell’album, e mi piace parecchio. Lei è una giovane britannica del Merseyside, il testo è un discorso del padre – che è un ingegnere specializzato nello sviluppo sostenibile – sull’importanza dell’acqua nel cambiamento climatico: The majority of impacts will be felt through water, Through water, Through water, Next ten years, For the next ten years https://youtu.be/BSer5xPyoAQ

Bells, Terri Lyne Carrington and Social Science

Non conoscevo Terry Lyne Carrington, che ha lavorato con tantissimi artisti della scena jazz statunitense. In questo brano lei, che è anche cantante e compositrice, suona la batteria. Questo è il suo nuovo gruppo. E il pezzo parla della brutalità della polizia.

School, Four Tet

Si fa chiamare Four Tet ma è uno solo, Kieran Hebden, che in oltre 20 anni ha già sfornato 10 album, di elettronica, oltre a collaborare con un sacco di altri artisti, anche jazz. Questo pezzo è un riassunto della sua musica, direi. 

Dreamland, Pet Shop Boys featuring Years & Years

Sono anni che penso che gli Years & Years siano un po’ i figli spirituali dei Pet Shop Boys (che ho sempre amato) e ritrovarli insieme in questo pezzo me lo conferma. L’ho già ascoltato 517 volte, credo.

C.C., The Emperor Machine

The Emperor Machine si chiama Andrew Meecham ed è uno stagionato dj e musicista britannico. Anche lui partecipa a questo revival dell’electro. 

On Est Ensemble, Dub Inc

I Dub Incorporated sono una band reggae francese, della Loira, che ha già una lunga storia alle spalle. Le rêve est précieux à bord / C’est pour demain qu’on résiste encore, cantano.

Pra Você Amigo, Seu George & Rogê

Anche se non lo ascolto, spesso, mi piace Seu Jorge. E mi piace l’album che ha fatto con Roge, un musicista brasiliano meno noto (c’è un bel pezzo del New York Times che parla di loro due, qui). Il disco si chiama Night Dreamer Direct To-Disc Sessions, ed è tutto voci e chitarre, molto bello. La traccia di punta è probabilmente questa qui, che è una canzone sull’amicizia dal testo non così originale, ma che suona benissimo.

Multiply, Love Fame Tragedy featuring Jack River

Love Fame Tragedy è il progetto solista di Matthew Murphy, il frontman dei Wombats, una band postpunk di qualche fortuna di Liverpool (ho un loro album). Questo brano è molto più pop ed elettronico della abituale produzione di Murphy, ma è caruccio. Jack River, che canta, è una giovane artista australiana.

ttps://youtu.be/dtCVRRpMKp4

You And I, Caribou

Ho sentito non so più quante volte questo pezzo a Radio Nova (erano andati in fissa), e riesco ancora ad ascoltarlo senza annoiarmi. Lui è un musicista – e a tempo perso un matematico – canadese. La canzone racconta una perdita, quella della persona amata, che era come “a light from inside”.

Basketball, Giraffage

Giraffage, al secolo il californiano Charlie Yin, è un altro dei miei artisti preferiti dell’elettronica che vira verso la dance. Nella scorsa compilation avevo già inserito un suo brano.

10%, Kaytranada featuring Kali Uchis

Questa è onestamente dance. Lui è un dj haitiano-canadese, ha già fatto un altro album, caruccio, e un sacco di pezzi ed EP sotto vari nomi.

Je Vulesse, Nu Guinea

Musica napoletana dance? Sì. Suonata da un duo napoletano, Massimo Di Lena e Lucio Aquilina, emigrato a Berlino. La canzone è uscita da un po’, ma questa è la versione remix che ho trovato in una compilation. Je vulesse truvà pace / Ma na pace senza morte / Una, mmieze’a tanta porte…

Smash My Head, CocoRosie

Ho avuto una passione piuttosto intensa per le CocoRosie, qualche anno fa. Ora è uscito un disco nuovo per le due sorelle Casady e il loro “freak folk”, e le ho ritrovate. Oltre alla voce, usano una quantità incredibile di strumenti per la loro musica.

Started Out, Georgia

Il disco di Georgia (no, non Giorgia…), Seeking Thrills, è fico davvero, e c’è l’imbarazzo della scelta tra le tracce. Lei non è più una ragazzina, ha già un disco alle spalle, ed è figlia d’arte: il padre è Neil Barnes, uno dei Leftfield (se non sapete che roba è, guardate nella colonna sonora del primo Trainspotting). Di lei si è parlato recentemente anche perché ha deciso di abbandonare l’alcool – senza rinunciare al dancefloor – e di diventare vegana. La sua musica può unire generazioni, proprio perché è un’elettronica gioiosa e ballabile. A me, ricorda un po’ certi suoni di M.I.A., ma è molto meno incazzata.

Are Friends Electro?, Model Citizens

I Model Citizens sono un duo britannico che ha realizzato anche un pezzo con Egyptian Lover, un leggendario produttore e dj californiano. Il titolo di questo brano è un tributo e una citazione: Are Friends Electric? infatti è una delle canzoni più famose (e belle) di Gary Numan, un cantante new wave piuttosto famoso tra fine Settanta e inizio Ottanta.   

Concerning Irregular Figures, London Modular

Prima si chiamavano London Modular Alliance, un terzetto londinese che usa solo sintetizzatori, e che sembra uscito da metà anni Ottanta. Vi ricordate pezzi come 19, di Paul Hardcastle? O anche brani dei New Order all’epoca, puro electro, o le cose più tardive dei Kraftwerk.

35.10, Childish Gambino

Non sono un gran conoscitore di Donald Glover, mi era piaciuta parecchio la sua This Is America, uscita un paio di anni fa, e lo avevo visto in Guerre Stellari. Questa canzone viene dal suo disco nuovo, che non ho ancora deciso se mi piace.

House Of Narcotics, The Orb

Gli Orb sono quelli della musica ambient, che almeno per caso dovreste aver sentito nominare. Sono britannici, suonano da una trentina d’anni, con formazioni variabili, e fondono anche generi diversi sotto l’etichetta generale dell’elettronica. L’album nuovo si intitola Abolition of The Royal Familia.

Fantasy, Against All Logic

Against All Logic è uno dei nomi dietro i quali si cela Nicholas Jaar, un artista e compositore americano. L’album precedente era molto bello, ma necessitava di diversi ascolti per superare la prima impressione di confusione. Immaginate quella moltitudine di suoni come strati, e andate più sotto, alla melodia.

The World Is Yours, 80s Babies

Gruppo hip hop americano praticamente ignoto, scoperto per caso. Questo pezzo è un mix di jazz e rap, non male.

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