Musica Fase 2.5

Una dozzina abbondante di brani che ascolto di più in questo periodo, usciti nello scorse settimane. E che se volete potete trovare in un playlist che ho messo su Spotify (sotto c’è il lettore musicale, e su Apple Music.
Dentro, ci sono diverse voci femminili.

Il primo pezzo è di Rone, un compositore francese di musica elettronica che ho ascoltato la prima volta su Radio Nova poco tempo fa. La canzone si chiama La Marbrerie, l’album “Room With A View”. Poi c’è l’a statunitense Fiona Apple, che conoscevo in realtà di nome ma non di suoni. Il disco, “Fetch The Bolt Cutters”, è tutto bello, il pezzo si chiama Shameika.

Poi c’è un brano che mi ha attirato prima di tutto perché è stato rimixato dagli Zero7, uno dei miei gruppi preferiti negli anni scorsi: è SYML, nome d’arte di Brian Fennell (che suonava che una band insdie che conoscevo solo di nome, i Barcelona. La canzone s’intitola Symmetry. Poi Danzn, della band tedesca di ottoni La Brass Banda: è il titolo di punta di un album che deve ancora uscire (e somiglia abbastanza al sound di quello precedente).

Ancora. Ho pensato per un po’ se includere For You, di India Jordan, che secondo me è il pezzo migliore di un album dance un po’ ripetivo: ma alla fine, perché no. Mentre Simple Thing, di Sandunes, una musicista e producer indiana il cui vero nome è Sanaya Ardeshir, mi ha convinto subito, anche per la voce di IAMI. Sweet Whirl (aka Esther Edquist) è una cantautrice australiana che usa un sacco la drum machine e che dice di ispirarsi al sound anni 90 (tipo cose di Nenh Cherry): il pezzo, qui, si chiama Sweetness, e a me ricorda piuttosto cose degli Zero 7, tanto per restare in tema.

Poi ci sono i Tootard, una band drusa siriana, originaria delle Alture del Golan, controllate da Israele. Il loro album precedente mi era piaciuto molto, questo lo trovo un po’ piatto e molto pop arabo, ma questa canzone, Moonlight, non è male.

Un’altra voce che non conoscevo è quella di Celeste, una cantante anglo-giamaicana che ha già vinto alcuni grammy britannici, e che ha una voce molto, molto bello. Il pezzo, quasi tutto voce e piano, si chiama I Can See The Change. E anche se faccio un piccolo salto di scaletta, sempre parlando di belle voci e pezzi molto molto belli, sto ascoltando anche BRB di Mahalia, un’altra giovane britannica, che ha pubblicato un EP di tre pezzi intitolato “Isolation Tapes”.
Anche Cleo Sol viene dalla Gran Bretagna (figlia di musicisti jazz, madre serbo-spagnola e padre giamaicano) e fa quello che definirei RnB, come le altre due colleghe. Il suo pezzo migliore secondo me è Why Don’t You. Poi c’è Kiana Ledé, una cantautrice statunitense, che s’inserisce nella scia di Alicia Keys e di diverse altre artiste. Curiosità: ha cominciato a cantare a 3 anni con una macchina da karaoke. Il pezzo è Chocolate.

Infine, c’è un bel pezzo reggae della giamaicana Lila Iké, I Spy . La ragazza è stata anche ospite al Rototom Sunsplash Festival, uno dei più importanti eventi reggae internazionali, che si tiene vicino a Valencia e che si dovrebbe tenere regolarmente a metà agosto.

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